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MEDICINA INTERNA, IBI LORENZINI PREMIA LE TRE MIGLIORI TESI DI SPECIALITÀ

30/10/2017

 Premiate al 118° Congresso Nazionale della Società italiana di Medicina Interna (SIMI) le tre migliori tesi di specialità in medicina interna (anno accademico 2016-2017) finanziate da IBI Lorenzini.  All’importante tre giorni nella quale si sono alternati confronti e dibattiti su numerosi temi - tra cui l’antibioticoresistenza - e sono state presentate nuove prospettive terapeutiche in vari campi della medicina interna, l’Istituto Biochimico Italiano Giovanni Lorenzini ha stanziato tre premi da 1000 euro a testimonianza del costante impegno a favore dei giovani e della ricerca.
I tre associati SIMI che si sono distinti per la qualità dei contenuti proposti e che ieri hanno ricevuto il premio dal dr. Carlo di Manzano, Direttore Medico di IBI Lorenzini, in una sessione coordinata dal Presidente SIMI Francesco Perticone, sono: Irene Di Pasquale dell’Università degli Studi di Padova per la tesi Relazione tra pattern multimerico del fattore di von Willebrand e microcircolo coronarico in pazienti affetti da microangiopatia trombotica; Angela Koverech dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza per la tesi sul Ruolo dei Neurosteroidi nella Emicrania; Chiara Pes dell’Università degli Studi di Sassari per la tesi Imaging ecografico multiparametrico nella diagnosi e nel follow-up delle malattie infiammatorie croniche intestinali.
“La ricerca e la formazione sono i pilastri dell’evoluzione della scienza in generale e di quella medica in particolare. – ha affermato Carlo di Manzano, IBI Lorenzini - Siamo molto lieti di essere stati ancora presenti al congresso annuale SIMI che anche quest’anno ha visto un programma interessante e stimolante per le numerose proposte di strategie terapeutiche innovative e per le novità tecnologiche. Il progresso tecnologico è ormai inarrestabile e a noi spetta il compito di fare partnership con il mondo scientifico per rendere disponibili nuove terapie. In questa sfida si gioca la nuova figura del medico e il nuovo modello culturale della medicina.”
 

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